MANUTENZIONE STRAORDINARIA SENZA DIA - AGENZIA IMMOBILIARE PALLADINI

L'agenzia della tua città
Vai ai contenuti

MANUTENZIONE STRAORDINARIA SENZA DIA

NOVITA' NORMATIVE


Liberalizzazione dei lavori in casa, non servirà la dia. Manutenzione straordianaria senza denuncia di inizio attività.

Non ci sarà più bisogno della denuncia di inizio attività (dia) per gli interventi di manutenzione straordinaria. La liberalizzazione della maggior parte dei lavori in casa è stata inserita a sorpresa nel decreto legge incentivi varato dal Consiglio dei ministri.

Potranno essere eseguiti «senza svolgere pratiche presso i comuni gli interventi che non riguardano le parti strutturali, tutte le modifiche interne, le opere di pavimentazione che potranno essere comunicate anche per via telematica».

La liberalizzazione avviene modificando l'articolo 6 del testo unico sull'edilizia varato con il Dpr 380/2001. Viene così ampliata la gamma di tipologie di intervento che non hanno bisogno della denuncia di inizio attività né di altri titoli autorizzatori per essere realizzati. Alla manutenzione ordinaria, agli interventi volti all'eliminazione delle barriere architettoniche e alle opere temporanee per le attività geognostiche, che già erano liberalizzati, si aggiunge ora un elenco di sette nuove tipologie di lavori fra cui la manutenzione straordinaria è certamente la più importante e vasta.

Non tutti gli interventi di manutenzione straordinaria vengono per altro ammessi dal decreto legge
La norma prevede infatti tre paletti:
non si potranno spostare i muri portanti;
non si potranno aumentare la superficie o la volumetria dell'appartamento o modificare la destinazione d'uso;
non si potrà frazionare un'unità immobiliare in più unità. Testualmente l'articolo prevede infatti che gli interventi non devono riguardare «le parti strutturali dell'edificio», né comportare «aumento del numero delle unità immobiliari, né implicare «aumento dei parametri urbanistici» (volumetrie e superficie sono appunto i più rilevanti).

Gli altri cinque interventi liberalizzati ieri sono:

i movimenti di terra pertinenti all'esercizio dell'attività agricola, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
le opere dirette a soddisfare «obiettive esigenze contingenti e temporanee» e a essere rimosse entro 90 giorni dalla fine delle attività;
le serre mobili stagionali; senza strutture in muratura, funzionali all'attività agricola;
le opere di pavimentazione e finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta;
i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori dei centri storici;
le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.

Un aspetto delicato della liberalizzazione riguarda ancora una volta il rapporto con le regioni che sulle procedure edilizie hanno una competenza legislativa primaria. Il testo unico pone una cornice nazionale che può essere integrata o corretta in senso più restrittivo dalle leggi regionali.



Torna ai contenuti