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DELIBERA COMUNALE PIANO CASA VARESE

NOVITA' NORMATIVE



VERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 51

OGGETTO: DETERMINAZIONI APPLICATIVE, DELLA LEGGE REGIONALE N. 13
DEL 16/07/09, SUL TERRITORIO COMUNALE DI VARESE, E IN MATERIA DI
CONTRIBUTO SUL COSTO DI COSTRUZIONE
.

L’anno duemilanove addì 12 del mese di Ottobre, nella sala consiliare del Civico
Palazzo con inizio alle ore 20:45,
IL CONSIGLIO COMUNALE
riunito in seduta ordinaria pubblica di prima convocazione, presieduto dal Consigliere Ing.
Mauro Morello, Presidente del Consiglio, con la partecipazione del Segretario Generale
Ciminelli Avv. Filippo ed alla presenza dei seguenti suoi componenti:
ha assunto la seguente deliberazione:
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 2
Richiamata la deliberazione consiliare n° 21 in dat a 13 marzo 2000, con cui è stato
approvato il PRG del Comune di Varese;
Esaminata la seguente relazione, predisposta dall’Assessorato allo Sviluppo e
Pianificazione Territoriale:

<<La Regione Lombardia, al pari delle altre regioni italiane, in data 1 aprile 2009 ha sottoscritto
con il governo nazionale, in sede di Conferenza Unificata, l’accordo volto a favorire - vista l’attuale
crisi economica - il rilancio dell’economia e, in particolare, il comparto dell’edilizia, al fine di
rispondere ai bisogni abitativi delle famiglie e a introdurre semplificazioni per gli adempimenti
procedurali nella materia in esame. Per rispettare l’impegno assunto la Regione Lombardia ha
quindi approvato, il 16 luglio scorso, la L.R. n° 1 3 “Azioni straordinarie per lo sviluppo e la
qualificazione del patrimonio edilizio della Lombardia”, con cui ha definito le regole, le modalità e
gli ambiti di attuazione dell’accordo siglato con il governo lo scorso 1° aprile 2009.
In virtù del disposto dell’art. 5, comma 6, della citata legge regionale n° 13/2009, entro il termine
perentorio del 15 ottobre 2009 i comuni, con motivata deliberazione, possono individuare parti del
proprio territorio nelle quali le disposizioni indicate nell’art. 6 non trovano applicazione, in ragione
delle speciali peculiarità storiche, paesaggistico-ambientale ed urbanistiche delle medesime,
compresa l’eventuale salvaguardia delle cortine edilizie esistenti, nonché fornire prescrizioni circa
le modalità di applicazione della medesima legge n° 13 con riferimento alla necessità di
reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali e a verde; inoltre, i comuni sono chiamati a
deliberare entro lo stesso termine del 15 ottobre in merito all’applicabilità delle disposizioni di legge
e sull’eventuale riduzione degli oneri concessori;

Viste le norme sopra richiamate, e tenuto conto dello spirito della legge regionale,
dell’edificato esistente e del territorio del Comune di Varese, si ritiene, in definitiva, di dover
ricorrere alle facoltà attribuite dalla L.R. 13/2009 per migliorare il patrimonio edilizio esistente,
salvaguardando al contempo il territorio comunale e di definire, allo scopo, i seguenti criteri
:

A) DETERMINAZIONI APPLICATIVE DELLA LEGGE REGIONALE 16/07/09 - N° 13 SUL TERRITORIO
COMUNALE DI VARESE:
* Ambito di applicazione dell’art. 2 L.R. 13/09
Per quel che riguarda l’art. 2, inerente l’utilizzo del patrimonio edilizio esistente, la sua
applicazione può essere estesa su tutto il territorio comunale, purché si tenga in
considerazione quanto disposto dal comma 3 del medesimo articolo. La norma esclude le zone
destinate ad attività produttive e si ritiene che la deliberazione debba precisare che per queste
si intendono tutte le zone D (ivi comprese quelle a destinazione commerciale), mentre è bene
specificare che il Comune intende per aree destinate all’agricoltura le zone omogenee E;
* Definizione dei centri storici e ambito di applicazione dell’art. 3, comma 4, L.R. 13/09
Ai fini dell’applicazione dell’art. 3, comma 4, si definiscono centri storici e nuclei urbani di antica
formazione quelli di seguito elencati ed azzonati dalla specifica cartografia costituente parte
degli elaborati grafici di PRG:
· A*1 (Nucleo antico del Capoluogo, art. 51 NTA PRG)
· A1 (Altri nuclei e centri storici del territorio varesino, art. 51 NTA PRG)
· A*2 (Ambiti di prima espansione del nucleo antico del Capoluogo, art. 57 NTA PRG)
· A2 (Ambiti urbani di espansione storica dei centri e dei nuclei, art. 58 NTA PRG
In questi ambiti sono ammessi esclusivamente gli interventi di cui al comma 4 dell’art. 3 con la
precisazione, espressa ai sensi dell’art. 5, comma 6, che tutti gli interventi di sostituzione
edilizia ammessi nei centri storici devono rispettare rigorosamente le cortine edilizie esistenti.
* Facoltà di ampliamento di edifici esistenti - ambito di applicazione dell’art. 3, commi
1 e 2, L.R. 13/09
Ai sensi dell’art. 5, comma 6, si ritiene di escludere dall’applicazione delle norme di cui all’art.
3, commi 1 e 2, inerenti la facoltà di ampliamento di edifici esistenti, le seguenti aree:
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 3
1. per motivazioni storiche tutte le zone A3 (edifici e complessi edilizi di interesse storico,
architettonico e ambientale esterni ai nuclei – all’art. 59 NTA PRG così definiti “organismi
architettonici esterni ai nuclei storici che presentano caratteristiche di qualità architettonica
o di interesse storico-culturale o ambientale tali da assoggettarli a particolari misure di
salvaguardia”) e A4 (immobili entro zone di interesse storico-ambientale interne al
perimetro del parco Campo dei Fiori - art. 59 bis NTA PRG). Tali ambiti storici
costituiscono un patrimonio degno di conservazione, nel quale gli interventi in esso
ammissibili sono puntualmente disciplinati dalla normativa di PRG. Ulteriori e più
significative possibilità di intervento apporterebbero ricadute negative su tali ambiti storici;
2. per motivazioni paesaggistico ambientali tutte le zone AV Ville e parchi e relative sottozone
AV1, AV2, AV3 e AV4 (secondo l’art. 60 NTA PRG sono definite zone AV - ville e parchi di
interesse storico, artistico e ambientale – un insieme di porzioni di territorio in cui, a vari
livelli di qualità e con diverso stato di conservazione, è presente un patrimonio
architettonico e ambientale particolarmente significativo per la valorizzazione del territorio
varesino) con eccezione per gli edifici riconducibili alla fattispecie prevista dall’art. 65,
comma 4, delle NTA PRG.
Le esclusioni di cui ai precedenti punti trovano motivazione in una scelta fondamentale a suo
tempo stabilita e nel tempo perseguita (peraltro confermata da successivi interventi del
legislatore a livello sia regionale che statale), che è quella della salvaguardia dell’identità
storica e ambientale che ha connotato e connota il territorio di Varese. Le peculiarità ambientali
sono ancora un punto fermo che deve assolutamente guidare l’azione amministrativa negli
interventi di trasformazione urbanistico-edilizia del territori;
3. per motivi urbanistici, l’area individuata ai sensi dell’art. 128 NTA PRG come Progetto
speciale “Riqualificazione e potenziamento delle aree di interscambio ferroviario”, in quanto
oggetto un accordo di programma con Regione Lombardia, Provincia di Varese, Rete
Ferroviaria Italiana e Ferrovie Nord Milano, già sottoscritto, che prevede uno specifico
studio di natura urbanistica ed infrastrutturale;
4. per motivi urbanistici, le zone interessate da proposte di programmi integrati di intervento
che abbiano già avviato il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica e da piani
attuativi già adottati dal Consiglio Comunale, in quanto dette aree sono già state oggetto di
accurate valutazioni di natura urbanistica che hanno definito le quantità ammissibili, le
modalità di intervento, gli oneri a carico dei soggetti attuatori e il reperimento degli standard
urbanistici.
Va precisato che l’ampliamento consentito dall’art. 3 L.R. 13/09 non si cumula con le
possibilità di ampliamento consentite dal PRG.
* Facoltà di sostituzione di edifici esistenti - ambito di applicazione dell’art. 3, commi 3
e 5, L.R. 13/09
Ai sensi dell’art. 5, comma 6, si ritiene:
1. di escludere dall’applicazione delle norme di cui all’art. 3 commi 3 – 5 legge regionale 13/09
oltre a quelle già escluse dall’applicazione dei commi 1 e 2 dell’art. 3 le seguenti zone:
· per motivazioni paesaggistico ambientali tutte le zone B1.1 (art. 69 NTA PRG “complessi
costituiti da edifici, spesso di dimensioni rilevanti, con parco o giardino, edificati in epoca
recente che generalmente non presentano interesse dal punto di vista storico ma
costituiscono una componente significativa del paesaggio urbano varesino contemporaneo”);
tutte le zone B1.2 (Art. 70 NTA PRG, “complessi costituiti da edifici plurifamiliari, spesso di
dimensioni rilevanti, con parco o giardino, edificati in epoca recente che costituiscono una
componente del paesaggio urbano non assimilabile a tessuti urbani con una trama
riconoscibile in quanto costituiti da complessi edilizi isolati nel verde); tutte le zone AV4;
· per motivazioni urbanistiche le zone B2-B3-B4-B5 (art. 72 NTA PRG), in quanto il PRG
vigente le individua come zone sature e di completamento, precisando che si tratta di zone
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 4
che presentano caratteristiche morfologiche e tipologiche tra loro differenziate, che spaziano
dalle zone sature, che richiedono soprattutto azioni di manutenzione edilizia urbana, a zone
prive di organizzazione che necessitano di interventi di riqualificazione; questi interventi non
possono essere perseguiti con iniziative singole e puntuali se non riconducendo l’intervento
all’interno di un quadro di riferimento urbano più ampio (isolato) con ricorso a strumenti di
controllo della qualità urbana più innovativi ed attuali, non previsti dalla vigente normativa
PRG;
· per motivi urbanistici, le zone C (art. 79 NTA PRG) e ZS (art. 85 NTA PRG) in quanto il carico
urbanistico di queste zone è stato calibrato a livello di PRG, assegnando a ciascuna zona
una superficie lorda di pavimento che tiene conto degli effetti e delle implicazioni
dell’inserimento nel contesto urbano.
Le zone C sono individuate come parti del territorio, urbanizzate anche parzialmente, nelle
quali il Piano individua l'esigenza di una riorganizzazione complessiva dell'ambiente fisico e
degli usi, attraverso un disegno unitario, ai fini di una migliore dotazione di spazi e
attrezzature di uso pubblico, e di un riassetto integrato (anche attraverso rinnovo urbano) dal
punto di vista ambientale, infrastrutturale ed edilizio.
Tali superiori interessi urbanistici, volti a riqualificare precisi ambiti urbani, con benefici in
termini di recupero di standard e infrastrutture che vanno a riflettersi anche a beneficio delle
aree con termini a tali ambiti, impone per tali zone, uno sviluppo integrato che solo lo
strumento attuativo può assicurare. L’applicazione in tali ambiti delle possibilità offerte dalla
L.R. n. 13/2009 farebbe venire meno il perseguimento di tali importanti interessi, con
interventi puntuali e disaggregati rispetto alla richiesta omogeneità della trasformazione
urbanistico-edilizia;
· per motivi urbanistici e normativi, le zone D3 (Attività commerciali), E (Zone agricole e
boscate), SO (Attrezzature alberghiere e ricreative), SS (Attrezzature private per il tempo
libero, lo spettacolo e lo sport) in quanto si tratta di azzonamenti destinati specificatamente
dal PRG ad ospitare funzioni non residenziali di interesse cittadino o territoriale e la norma
regionale, con l’eccezione delle zone a destinazione produttiva secondaria, è finalizzata a
promuovere la trasformazione nelle zone residenziali;
2) di consentire l’applicazione delle norme di cui all’art. 3 commi 3 – 5 legge regionale 13/09
inerenti la facoltà di sostituzione edilizia le seguenti zone omogenee:
zone D1 e D2 vengono individuate come aree con destinazione produttiva secondaria per la
possibilità di sostituzione edilizia senza cambio di destinazione d’uso; pertanto la facoltà di
ampliamento prevista dall’art. 3 comma 5 trova applicazione in tutte le zone D1 e D2.
L’esclusione dalla possibilità di cambio d’uso di tali zone trova la sua motivazione nella
necessità di assicurare comunque, con dimensioni ormai residuali alla realtà
produttiva/artigianale del passato, che costituì una delle principali caratteristiche e punto di
forza dell’economia della città, considerevoli quote di attività produttive all’interno del tessuto
urbano.
Il cambio di destinazione d’uso di edifici industriali, che per le loro caratteristiche funzionali
sviluppano notevoli volumi, comporterebbe, oltre all’eliminazione di comparti produttivi, la
concentrazione di insediamenti che richiederebbero ulteriori e consistenti fabbisogni
aggiuntivi di standard urbanistici, nonché ripercussioni sul sistema viario.
* Ambito di applicazione dell’art. 4 L.R. 13/09
Per motivi urbanistici, si ritiene di limitare la nuova volumetria realizzabile da parte degli enti
pubblici proprietari di edifici ERP al 5% della volumetria complessiva destinata ad ERP da
realizzarsi all’interno del quartiere di riferimento a cui compete l’incremento volumetrico dello
stesso; la scelta di ridurre dal 40 al 5% la facoltà consentita della LR 13/09 deriva dal fatto che
l’applicazione di tale possibilità sarebbe causa di squilibri sul territorio, generati da una
consistente capacità edificatoria relazionata alla consistenza volumetrica esistente sul territorio
destinata ad edilizia residenziale pubblica (costituita da circa 2000 alloggi). Inoltre il difficile
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 5
reperimento di aree libere con caratteristiche idonee a tali insediamenti, con le ripercussioni
che potrebbero essere causate al contesto ambientale, inducono a ritenere urbanisticamente
insostenibile la quantità volumetrica massima consentita dalla legge. La pianificazione delle
aree da destinare ad ERP si ritiene debba essere razionalmente progettata all’interno del piano
di governo del territorio, ad oggi in avanzata fase di stesura.
È nella facoltà esclusiva del Comune di Varese localizzare proprie quote di incremento di ERP
anche all’esterno del quartiere di riferimento.
* Ambito di applicazione dell’art. 5 L.R. 13/09
Per quanto concerne l’art. 5, comma 6, si stabilisce che tutti gli interventi consentiti dal
presente provvedimento sono assoggettati al reperimento degli standards per parcheggi e
verde.
Infatti, al fine di evitare squilibri e ripercussioni negative generati da interventi più consistenti di
quelli ammissibili, occorre che siano posti in essere interventi mitigativi conseguibili con
un'adeguata dotazione di verde, e quelli riguardanti il raggiungimento dei fabbisogni prescritti in
materia di parcheggi pubblici e privati.
Inoltre, al fine di porre in atto scelte urbanistiche che garantiscano comunque, a livello di
dotazione di standards generali, un auspicato equilibrio tra potenzialità insediative e aree per
infrastrutture e servizi di interesse pubblico, occorre che tali superfici vengano direttamente
reperite, specie quando le possibilità derogatorie incidono, come per quelle stabilite dalla
L.R.13/2009, sulle potenzialità edificatorie massime ammissibili fissate dallo strumento
urbanistico.

B) DETERMINAZIONI APPLICATIVE DELLA LEGGE REGIONALE 16/07/09 - N° 13 IN MATERIA DI ONERI DI
URBANIZZAZIONE E CONTRIBUTO SUL COSTO DI COSTRUZIONE.
In relazione alle iniziative di cui agli articoli 2 e 3 i comuni, con apposita deliberazione, possono
riconoscere una riduzione degli oneri di urbanizzazione e del contributo sul costo di
costruzione, anche distintamente per tipologie e modalità di intervento o soggetto beneficiario.
Ove essi non provvedano entro la data del 16 ottobre 2009, si applica una riduzione del 30 per
cento del contributo di costruzione. Nel caso di immobili di edilizia residenziale pubblica in
locazione il contributo di costruzione è limitato agli oneri di urbanizzazione, ridotti del 50 per
cento.
L’Assessorato all’Urbanistica ritiene che le agevolazioni sul contributo di costruzione non
debbano essere simboliche, ma significative; al contempo, tuttavia, esse non devono rivolgersi
genericamente a tutta l’attività di edificazione consentita in forma eccezionale dalla LR 13/09,
ma solo a quelle tipologie qualificate che migliorano le caratteristiche dell’ambiente urbano o
costituiscono fattore di sviluppo socio-economico.
Nello specifico appare di notevole importanza la riqualificazione del patrimonio edilizio più
antico, costituito dagli edifici del centro storico di Varese, delle castellanze, degli ex comuni, dei
borghi e dei rioni, nonché da quelle emergenze storiche censite dal vigente PRG. La
sottoutilizzazione di questo patrimonio, che - come noto - oggi è largamente sotto utilizzato o
addirittura non occupato, e la mancanza di interventi edilizi diretti all’adeguamento di vecchi
fabbricati alle nuove esigenze abitative induce fenomeni di degrado urbano particolarmente
marcati nei centri storici minori. Incentivare azioni su questo patrimonio edilizio, favorendone il
riassetto interno e la funzionalità, senza alterarne la fisionomia esterna, può contribuire
sicuramente ad una maggiore qualità urbana, al recupero all’abitazione o ad altre funzioni di
cospicue parti del patrimonio edilizio, e quindi a diminuire la richiesta di nuove abitazioni su
aree verdi. Il ritorno della residenza qualificata nei centri storici minori comporta un notevole
miglioramento sia sotto il profilo della socialità, sia sotto quello della sicurezza e potrebbe
indurre altresì alla rinascita di attività commerciali di vicinato, oggi fatte oggetto di fenomeni di
desertificazione commerciale particolarmente negativi per la popolazione anziana.
Da ormai oltre due anni l’Assessorato all’Edilizia Privata promuove momenti di
sensibilizzazione sui temi del risparmio energetico applicato all’edilizia, suscitando notevole
interesse tra gli operatori; tale orientamento si inserisce con perfetta coerenza con la
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 6
legislazione della Regione Lombardia, che anche nel testo della legge 13/09 sostiene con
“bonus” volumetrici l’applicazione di tecniche dirette al risparmio energetico. Per la città di
Varese, l’obiettivo di una riconversione energetica del patrimonio edilizia appare
particolarmente stimolante sia alla luce della propria fisionomia di città-giardino con una stretta
relazione tra l’ambiente naturale e quello urbano, sia tenendo conto dei fenomeni di
inquinamento che comunque interessano il territorio varesino. La riduzione del fabbisogno
energetico della comunità cittadina può quindi essere un obiettivo strategico per la città. La
riduzione degli oneri di urbanizzazione in relazione ad interventi finalizzati al risparmio
energetico è contemplata già nella L.R. 12/2005 (art. 44, comma 18) ed è stata fatta oggetto di
una delibera di indirizzo da parte della Giunta Regionale (DGR 27 dicembre 2006 n. 8/3951).
Si propone quindi di introdurre delle riduzioni degli oneri di urbanizzazione tenendo conto delle
maggiori difficoltà di ottenere significativi risparmi energetici operando su edifici esistenti.
Come ultimo ambito meritevole di agevolazioni in materia di oneri di urbanizzazione, si ritiene
di considerare il settore dell’industria e dell’artigianato, che hanno costituito la spina dorsale
dell’economia cittadina ed oggi versano in condizioni molto difficili, aggravate dalla crisi
economica mondiale. La presenza di un solido tessuto produttivo è condizione necessaria per
garantire elevati livelli di occupazione e quindi un livello socio-economico più elevato ai cittadini
di Varese. Sebbene le condizioni di insediamento delle attività produttive siano condizionate da
fattori legati alla fiscalità generale ed al costo del lavoro, si ritiene che un forte disincentivo
all’avvio di attività produttive sia costituito dalla necessità di versare forti contributi ancor prima
insediamento dell’attività.
Considerata quindi l’importanza economica e sociale di mantenere una quota di vocazione
industriale della città, si propone una sostanziale diminuzione degli oneri di urbanizzazione e
del contributo sul costo di costruzione, così da rendere meno penalizzante il confronto tra
l’investimento produttivo e quello residenziale/commerciale, almeno sotto il profilo del
contributo di costruzione. Di seguito si specificano le proposte di agevolazione segnatamente
agli interventi ammessi con il presente provvedimento:
_ interventi di riutilizzo del patrimonio edilizio esistente nei centri storici di antica formazione:
- 30%
_ interventi di sostituzione edilizia nel centro storico con realizzazione di sistemi risparmio
energetico:
edifici in classe A - 20%
edifici in classe A+ - 40%
_ interventi di sostituzione edilizia nelle zone D1 e D2: - 50%
_ interventi di ampliamento edifici esistenti se il ricorso ai sistemi di risparmio energetico
riguardano l’edificio oggetto di ampliamenti nella sua totalità:
edifici in classe B - 20%
edifici in classe A - 35 %
edifici in classe A+ - 50 %
La più accentuata riduzione stabilita per la ristrutturazione e ampliamento consente di
agevolare maggiormente gli interventi più difficoltosi e onerosi che tendono a salvare, con
complesse operazioni di restauro, organismi edilizi meritevoli di conservazioni quali elementi
peculiari del patrimonio storico della città. La riduzione degli oneri avviene tramite restituzione
della parte della quota versata a seguito del deposito della certificazione energetica finale, ad
opere eseguite, e della verifica finale dei conseguiti requisiti di trasmittanza eseguiti secondo
metodologie analitiche a mezzo di società autorizzate.>>;
Visti i pareri espressi ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000 dal Dirigente IX
Gestione del Territorio, in ordine alla regolarità tecnica e dal Dirigente Responsabile dei
Servizi Finanziari in ordine alla regolarità contabile del presente atto, come da allegato;
Visto il seguente emendamento presentato dal consigliere Giampaolo:
- a pag. 3 punto 1 comma 1 aggiungere alla fine del periodo “, tutte le zone AV4”
- a pag. 3 punto 1 comma 2 aggiungere “B2” prima della parola “B3”
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 7
- a pag. 8 punto 6 aggiungere un comma “le zone AV4”
- a pag. 7 inserire un nuovo punto all’inizio della delibera “1) di condividere la
relazione indicata nelle premesse del presente atto deliberativo chiamandola a far
parte integrante e sostanziale del presente dispositivo deliberativo.”,
approvato all’unanimità dei consiglieri presenti (n. 36; risultano assenti i consiglieri Clerici,
Porrini e Vanetti);
Acquisito il visto del Segretario Generale in ordine alla conformità del presente
provvedimento alle leggi, allo Statuto ed ai regolamenti ai sensi dell’art. 97, comma 2, del
D.Lgs. n. 267/2000 e dell’art. 59, comma 3, del Regolamento di Contabilità, come da
allegato;
Per propria competenza ai sensi dell’art. 42 del D.Lgs. n. 267/2000 e dell’art. 16 dello
Statuto Comunale;
Con i seguenti risultati della votazione palese effettuata - ai sensi dell’art. 75 del
Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale - mediante idonea
apparecchiatura elettronica:
- consiglieri presenti e votanti: n. 37 (risultano assenti i consiglieri Colombo e Vanetti)
- voti favorevoli: n. 25
- voti contrari: n. 2 (consiglieri Pitarresi e Zappoli)
- astenuti: n. 10 (consiglieri Alfieri, Antonellis, Cacioppo, Corbetta, Maresca, Milana,
Mirabelli, Molinari, Nicora e Zito)

DELIBERA
1) di condividere la relazione indicata nelle premesse del presente atto deliberativo
chiamandola a far parte integrante e sostanziale del presente dispositivo deliberativo;
2) di stabilire, per quel che riguarda l’art. 2 della L.R. 13/09, inerente l’utilizzazione del
patrimonio edilizio esistente, che la sua applicazione sia estesa su tutto il territorio
comunale, purché si tenga in considerazione quanto disposto dal comma 3 della
citata legge regionale;
3) di stabilire che le zone destinate ad attività produttive ai sensi dell’art. 2 della L.R.
13/09 siano tutte quelle contrassegnate quali zone D nel PRG (ivi comprese quelle a
destinazione commerciale), mentre per zone destinate all’agricoltura si intendono
quelle contrassegnate quali zone E nel PRG;
4) di individuare come Centri storici e nuclei urbani di antica formazione ai sensi dell’art.
3 della L.R. 13/09, quelli di seguito elencati ed azzonati dalla specifica cartografia
costituente parte degli elaborati grafici di PRG:
· A*1 (Nucleo antico del Capoluogo, art. 51 NTA PRG),
· A1 (Altri nuclei e centri storici del territorio varesino, art. 51 NTA PRG),
· A*2 (Ambiti di prima espansione del nucleo antico del Capoluogo, art. 57
NTA PRG),
· A2 (Ambiti urbani di espansione storica dei centri e dei nuclei, art. 58 NTA
PRG;
5) di precisare che gli interventi di sostituzione edilizia nei centri storici e nuclei urbani di
antica formazione di cui all’art. 3, comma 4, della L.R. 13/09 devono rispettare
rigorosamente le cortine edilizie esistenti;
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 8
6) di escludere dall’ambito applicativo dell’art. 3, commi 1 e 2, della legge regionale
13/2009, inerenti la facoltà di ampliamento dei fabbricati esistenti, le seguenti parti di
territorio:
· le zone A3 (edifici e complessi edilizi di interesse storico, architettonico e
ambientale esterni ai nuclei – all’art. 59 NTA PRG così definiti “organismi
architettonici esterni ai nuclei storici che presentano caratteristiche di qualità
architettonica o di interesse storico-culturale o ambientale tali da assoggettarli a
particolari misure di salvaguardia”),
· le zone A4 (immobili entro zone di interesse storico-ambientale interne al
perimetro del parco Campo dei Fiori - art. 59 bis NTA PRG),
· le zone AV Ville e parchi e relative sottozone AV1 AV2, AV3 e AV4 con la sola
eccezione per gli edifici riconducibili alla fattispecie prevista dall’art. 65, 4
comma delle norme tecniche di attuazione del PRG,
· l’area individuata ai sensi dell’art. 128 NTA PRG come Progetto speciale
“Riqualificazione e potenziamento delle aree di interscambio ferroviario,
· le zone interessate da proposte di programmi integrati di intervento che abbiano
già avviato il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica e da piani
attuativi già adottati dal Consiglio Comunale;
7) di escludere dall’ambito applicativo dell’art. 3, comma 3, della legge regionale
13/2009 (oltre a quelle già escluse dal punto 6) le seguenti parti di territorio:
· le zone B1 e relative sottozone,
· le zone B2 e relative sottozone,
· le zone B3, B4, B5 e relative sottozone,
· le zone C e ZS, le zone D3, E, SO e SS e relative sottozone,
· le zone AV4;
8) di stabilire la possibilità di intervento secondo quanto consentito dalla legge regionale
13/09 (art. 3, comma 5) nelle zone D1 e D2, ma senza possibilità di cambio d’uso;
9) di stabilire che nelle zone omogenee ove sono applicabili i benefici della L.R. 13/2009
debbono comunque essere assicurate le quantità minime di standards per parcheggi
e verde, stabilite dal vigente P.R.G. e normative legislative in materia;
10) di stabilire nel 5% della volumetria di edilizia residenziale pubblica esistente nei
rispettivi quartieri la quantità massima di volumetria realizzabile ai sensi dell’art. 4
L.R. 13/09 inerente la riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica. Tale
volumetria dovrà essere sviluppata all’interno del quartiere di riferimento a cui
compete l’incremento volumetrico. E’ nella facoltà esclusiva del Comune di Varese
localizzare proprie quote volumetriche di incremento di ERP anche all’esterno del
quartiere di riferimento;
11) di stabilire che gli oneri di urbanizzazione e il contributo sul costo di costruzione da
corrispondere per interventi di trasformazione edilizia è ridotto come segue:
_ interventi di riutilizzo del patrimonio edilizio esistente nei centri storici di antica
formazione: - 30 %
_ interventi di sostituzione edilizia nel centro storico con realizzazione di sistemi
risparmio energetico:
edifici in classe A - 20 %
edifici in classe A+ - 40 %
_ interventi di sostituzione edilizia nelle zone D1 e D2: - 50%
_ interventi di ampliamento edifici esistenti se il ricorso ai sistemi di risparmio
energetico riguardano l’edificio oggetto di ampliamenti nella sua totalità:
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 9
edifici in classe B - 20%
edifici in classe A - 35 %
edifici in classe A+ - 50 %
12) di dare atto che sul presente provvedimento sono stati espressi favorevolmente i
pareri previsti dall’art. 49 del D.Lgs. n. 267/2000 così come indicato in premessa.
Con i seguenti risultati della votazione palese effettuata - ai sensi dell’art. 75 del
Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale - mediante idonea
apparecchiatura elettronica:
- consiglieri presenti e votanti: n. 36 (risultano assenti i cons. Brugognone, Colombo e
Vanetti)
- voti favorevoli n. 36
- voti contrari: -
- astenuti: -
il Consiglio Comunale delibera altresì, stante l’assoluta urgenza di provvedere ai necessari
adempimenti, di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi
e per gli effetti dell’articolo 134, comma 4, del D.Lgs. n. 267/2000
*****
dv
Verbale di deliberazione C.C. n. 51 del 12/10/2009 - 10
Del che si è redatto il presente verbale che viene come appresso sottoscritto.
IL SEGRETARIO GENERALE IL PRESIDENTE
(Filippo Ciminelli) (Mauro Morello)
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RELAZIONE DI PUBBLICAZIONE
La presente deliberazione è in corso di pubblicazione all’Albo pretorio per la durata di
gg. 15 consecutivi dal 20/10/2009
Varese, 20/10/2009 IL SEGRETARIO GENERALE
(Filippo Ciminelli)
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PUBBLICAZIONE ED ESECUTIVITA’
Il sottoscritto Messo Comunale attesta, ai sensi e per gli effetti dell’art. 49 – comma 6
dello Statuto, che la presente deliberazione è stata pubblicata all’Albo pretorio
dal 20/10/2009 al 03/11/2009.
Varese, IL MESSO COMUNALE
Pubblicata all’Albo pretorio dal 20/10/2009
al 03/11/2009
senza opposizioni.
Varese, IL SEGRETARIO GENERALE
(Filippo Ciminelli)
Divenuta esecutiva per decorrenza di termini in data ai sensi e
per gli effetti dell’art. 134 – comma 3 – D.Lgs. 18/08/2000 n. 267.

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